Il presidio del coordinamento antifascista si contrappone al concerto/raduno
neofascista organizzato da chi intende “importare” anche nel Salento la
pratica della violenza politica, del razzismo, della xenofobia, della chiusura
nei confronti di ogni diversità, in nome della purezza dell’identità
“nazionale”.
Saremo in piazza per dire ancora una volta NO al fascismo,
vecchio e nuovo, e per rendere evidente quanto questo sparuto gruppo di
disadattati non riuscirà mai a far penetrare nella nostra città la loro
malsana idea della società.
Saremo in piazza per testimoniare la nostra
vicinanza a chi ogni giorno nel nostro paese subisce episodi di intolleranza,
razzismo, discriminazione per il colore della pelle o per il proprio
orientamento sessuale.
Saremo in piazza a ricordare che la nostra Repubblica è
nata grazie al sacrificio di migliaia di Antifascisti che seppero porre con la
Resistenza le basi di una Nazione libera e democratica, in risposta
all’oscurantismo dei vent’anni di regime fascista.
A tutti i cittadini, le associazioni, le realtà politiche e culturali leccesi che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, della democrazia e che ripudiano la violenza, il razzismo, la discriminazione di ogni diversità.
Sabato 4 ottobre il gruppo musicale neofascista ZetaZeroAlfa dovrebbe esibirsi a Lecce, accanto ad altre band dello stesso genere, anche locali. La “chiamata a raccolta” è già iniziata. Quel giorno si sono dati appuntamento, al Foro Boario dalle 17, giovani militanti neofascisti provenienti da tutta la Puglia (e oltre) per poi recarsi nel luogo del concerto che gli organizzatori hanno rigorosamente tenuto nascosto.
Vale la pena spendere qualche parola sui “messaggi” che queste band lanciano ai loro raduni. “Primo, mi infilo la cinghia, due, inizia la danza, tre, prendo bene la mira, quattro, cinghiamattanza…” Così inizia l’ultimo successo, si fa per dire, di questa band. Un inno alla violenza squadrista. Ma al di là del folklore a noi risulta preoccupante che una città come Lecce, rimasta finora quasi immune dalla diffusione di idee e credo che si rifanno al “ventennio” come modello, venga intaccata da questo genere di manifestazioni, organizzate soprattutto con lo scopo del proselitismo e della diffusione di idee revisioniste perfino su quella immane tragedia che fu la Shoa.
Spazio sociale ZEI, in
collaborazione con graphicsound, propone ai propri associati un corso di computer grafica serale con
attestato di partecipazione.
Tale corso prevede una durata di 20 ore
distribuito in due per settimana con una durata complessiva di 10
settimane, gli argomenti trattati saranno sulle basi dei più noti
programmi di realizzazione come macromedia freehand mx e adobe
photoshop cs3, inoltre, saranno date nozioni di base sulla fotografia
digitale e la sua applicazione grafica.
Il corso tenuto dal grafico Luca Nicolì, titolare della
graphicsound -operante nel settore grafico da 7 anni-, avra inizio alle ore 21.00 di lunedì 20 ottobre c.a.,
per un massimo di 15 iscritti, (se gli iscritti dovessero superare tale
numero si procederà ad un altra classe nel giorno di mercoledì).
Il costo della singola ora è di 7,00 euro c.u. per un totale di
140,00 su l'intero corso e il tesseramento presso l'ARCI è obbligatorio.
Ci si puo' iscrivere a partire da lunedì 22 settembre presso Zei
in Corte dei Chiaramonte a Lecce o contattando Luca Nicolì (392.6669966
cavalieredelmare@tiscali.it ).
E’ l'inverno del 2006, Eugenio ed Enrico dopo l'esperienza negli Universal mind, decidono di fondare un nuovo gruppo ska/punk per portare avanti un modo stabile un nuovo progetto.
Così la ricerca di un cantante inizia con un’unica locandina appesa in un negozio di strumenti musicali di Lecce alla quale arriva l'unica risposta da Gigi, il quale si propone come cantante e sassofonista.
Successivamente si aggiunsero al gruppo Davide (chitarra) e Carolina (voce e tastiere).
La prima esibizione, sotto il nome di Stoned, viene concepita in dieci giorni di prove dal 17 al 27 dicembre, serata in cui il gruppo si consolida definitivamente. Gli altri spettacoli vengono quasi automaticamente, fino alla vittoria del concorso per band emergenti organizzato dal Chlorò di Calimera.
L'Arci invita ad osservare un minuto di silenzio e ad inviare messaggi di solidarietà alla famiglia
Si terranno domani i funerali di Abba, il ragazzo ucciso barbaramente a Milano la scorsa settimana, vittima di un clima di intolleranza razzista, in cui chiunque può sentirsi autorizzato a farsi giustizia da sé, anche per i più futili motivi.
Un clima di inciviltà, in cui la vita umana perde il suo valore universale ed acquista un peso diverso, magari se hai la pelle di un altro colore.
La grande e bella manifestazione di sabato a Milano ci insegna che è possibile reagire a questa barbarie. Una nuova generazione di migranti, nati in Italia, si affaccia sulla scena e chiede uguali diritti e opportunità, cittadini italiani a tutti gli effetti.
L'omicidio di Abba, le reazioni che ha suscitato, devono segnare l'inizio di una consapevolezza nuova. Per questo ci siamo opposti insieme a tanti altri alla derubricazione di questo delitto, alla negazione della sua matrice razzista.